Profilo

Il Pontificio Consiglio della Cultura affonda le sue radici nel Concilio Vaticano II, e rappresenta una finestra aperta sul vasto, molteplice, inquieto e ricchissimo mondo della cultura contemporanea. La Costituzione Pastorale Gaudium et spes ha espresso chiaramente la necessità che la Chiesa si ponga a confronto con le istanze emergenti delle culture attuali. La Chiesa, fedele alle proprie tradizioni, è consapevole dell'universalità della sua missione e della necessità di un nuovo umanesimo, e perciò entra in comunione con le diverse forme di cultura in un dialogo che può arricchire tanto la Chiesa quanto le culture (cfr. nn. 54-58).

E così, raccogliendo la ricca eredità del Concilio Vaticano II, Paolo VI, il 9 aprile 1965, creò il “Segretariato per i non credenti” (che nel 1988 passò a denominarsi Pontificio Consiglio per il dialogo con i non credenti), inteso come luogo stabile di dialogo con gli uomini di buona volontà che non si riconoscono in una religione specifica. Successivamente, Giovanni Paolo II istituì con una lettera, il 20 maggio 1982, il Pontificio Consiglio della Cultura. Si giunge così al 25 marzo 1993, quando Giovanni Paolo II, con il Motu proprio Inde a Pontificatus, unifica il Pontificio Consiglio della Cultura e il Pontificio Consiglio per il dialogo con i non credenti per formare un unico organismo, che porta il nome di Pontificio Consiglio della Cultura. Con il Motu Proprio Pulchitudinis fidei (30-07-2012), Benedetto XVI ha unito la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa al Pontificio Consiglio della Cultura.

Il Pontificio Consiglio della Cultura si impegna in questo dialogo nei vari ambiti dell'interesse e dell'attività umana: nelle scienze e nelle discipline umanistiche, nell'economia e nello sport, nella cultura digitale e nell'intelligenza artificiale, nei beni culturali e nel Cortile dei Gentili, nelle belle arti e nella musica.

1. Scopi e compiti del Consiglio

A.- Il Pontificio Consiglio della Cultura è il Dicastero della Curia Romana che coadiuva il Sommo Pontefice, in ciò che concerne l’incontro tra il Vangelo e le culture e le relazioni della Chiesa e della Santa Sede con i mondi culturali. L’obiettivo è quello di riaprire un dialogo sincero, affinché i rappresentanti della scienza, della letteratura e dell’arte si sentano riconosciuti dalla Chiesa come cercatori autentici del vero, del buono e del bello.

B.- Vasto lo spettro dei compiti affidati al Consiglio:

1.- Promuovere innanzitutto l’ incontro del Vangelo con le culture del nostro tempo, fortemente segnate dalla non credenza e dall’indifferenza religiosa, favorendo il duplice dinamismo dell’ apertura delle culture alla fede cristiana e del Cristianesimo alle grandi correnti culturali della modernità. Un dinamismo che riporti la Chiesa nel cuore del nostro tempo, e ne potenzi la capacità di essere creatrice di cultura e fonte ispiratrice delle scienze, della letteratura e dell’ arte (Cfr. Motu Proprio “Inde a Pontificatus”, art. 1).

2.- Focalizzare l’attenzione della Chiesa sui gravi fenomeni di frattura tra il Vangelo e le culture. E’ urgente indagare le cause e le conseguenze di tale frattura per quanto riguarda la fede cristiana, con l’intento di fornire sussidi adeguati all’azione pastorale della Chiesa per l’evangelizzazione delle culture e l’inculturazione del Vangelo (Cfr. Ibid., art. 2).

3.- Favorire le relazioni della Chiesa e della Santa Sede con il mondo della cultura, assumendo iniziative appropriate concernenti il dialogo tra la Fede e le culture, e il dialogo interculturale. (Cfr. Ibid., art 3).

4.- Ricercare e stabilire, anche in forma stabile, il dialogo con coloro che non credono in Dio o non professano alcuna religione, cercando i modi di una sincera collaborazione. A tale scopo il Consiglio organizza e partecipa a convegni di studio e a incontri con l’ausilio di persone esperte (Cfr. Ibid., art. 4).

5.- Valorizzare il patrimonio storico-artistico della Chiesa attraverso la conoscenza e studio, l’animazione culturale e pastorale dei diversi beni culturali: arte liturgica, biblioteche, archivi, musei, musica sacra, cultura immateriale …

6. - Proporre criteri e far conoscere esperienze positive di custodia, restauro, catalogazione, difesa dei beni culturali, l’organizzazione di mostre e servizi didattici, cosi come la promozione di nuove e degne committenze.

5.- Seguire e coordinare le attività delle Pontificie Accademie (Cfr. Ibid., II, e Lettera autografa di fondazione), fatta salva l’autonomia dei rispettivi programmi di ricerca, in maniera da promuovere la ricerca interdisciplinare e dare maggiore risonanza alla loro opera.

6.- Farsi partecipe delle preoccupazioni culturali dei Dicasteri della Santa Sede, e realizzare progetti comuni con altri organismi della Sede Apostolica, al fine dell’evangelizzazione delle culture (Cfr. Lettera autografa di fondazione).

7.- Dialogare con le Conferenze episcopali e con le Conferenze dei Superiori e Superiore Maggiori, condividendo e promuovendo iniziative e ricerche che permettano alle Chiese locali un’attiva presenza nel proprio ambiente culturale (Cfr Ibid ).

8.- Collaborare con le Organizzazioni internazionali cattoliche: universitarie, storiche, filosofiche, teologiche, scientifiche, artistiche, intellettuali, e promuovere la reciproca collaborazione (Cfr. Ibid.).

9.- Seguire l’azione degli Organismi internazionali, a cominciare dall’Unesco e dal Consiglio d’ Europa, che si interessano di cultura, beni culturali, filosofia, scienze fisiche ed umane, e assicurare un’efficace partecipazione della Santa Sede agli incontri internazionali. (Cfr Ibid. ).

10.- Seguire la politica e l’azione culturale dei diversi Governi del mondo (Cfr Ibid.)

11.- Facilitare il dialogo tra la Chiesa e le culture al livello delle Università e dei Centri di ricerca, soprattutto per quanto riguarda i Centri culturali cattolici, e promuovere incontri con il mondo dell’arte e delle diverse specializzazioni (Cfr Ibid.).

12.- Accogliere a Roma i rappresentanti dei diversi mondi culturali del pianeta. (Cfr Ibid.).

2. Struttura del Consiglio

Il Pontificio Consiglio della Cultura è articolato in tre Sezioni: Fede e Cultura, Dialogo con le Culture, e Beni Culturali, che perseguono i compiti dei tre organismi precedenti.

1.- L’attività ordinaria è affidata al personale permanente residente in Roma.

2.- L’Assemblea plenaria del Consiglio ha luogo almeno una volta ogni tre anni. Essa ha il compito di studiare e di definire i programmi del Dicastero, di dar vita a uno scambio di esperienze e di riflessioni sulle diverse situazioni culturali delle società contemporanee. Sono invitati i Membri del Dicastero: nominati ad quinquennium dal Santo Padre, e provenienti da varie parti del mondo.

3.- Per lo studio di questioni che rivestono speciale importanza, il Consiglio si avvale anche dell’opera di Consultori nominati ad quinquennium dal Sommo Pontefice: specialisti nelle diverse branche della cultura o nella pratica del dialogo con i non credenti, residenti in tutti i continenti. Essi assistono il Dicastero mediante ricerche, informazioni e pareri.

3. Attività del Consiglio

Possiamo riassumere la multiforme attività del Dicastero attorno ai seguenti punti:

1. Accoglienza dei visitatori. Si effettuano incontri regolari con i Vescovi che giungono a Roma, in occasione della visita ad limina, e con altri visitatori e rappresentanti del mondo della cultura.

2. Convegni. Il Dicastero organizza colloqui, giornate di studio, indice riunioni o partecipa agli incontri promossi da altri enti, a livello internazionale, nazionale o regionale.

3. Contatti. Il Consiglio intrattiene relazioni con gli altri Dicasteri della Curia Romana, con le Conferenze episcopali e le Chiese locali, con gli Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, con le Rappresentanze della Sede Apostolica presso gli Stati, con l’ Unesco e con altri Organismi internazionali non-governativi.

4. Pubblicazioni. Il Consiglio pubblica la rivista quadrimestrale Culture e Fede con articoli e notizie in francese, inglese, italiano e spagnolo. Vengono, inoltre, pubblicati libri e opuscoli, una newsletter, e, infine, gli Atti dei più importanti convegni che organizza.

5. L’attività ordinaria comprende diversi impegni da parte del personale addetto: la cura della corrispondenza con la Chiesa universale e con il mondo della cultura, la preparazione di Istruzioni per i Rappresentanti Pontifici, ecc.